Diegocentrico

a personal lifestyle... blog nero

Ciao nonno...

20 Dicembre 1928 - 27 Marzo 2006

 

 

Lettere alla fidanzata

Tutte le lettere d'amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
ridicole.
Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre
ridicole.
Le lettere d'amore, se c'è l'amore
devono essere
ridicole.
Ma, dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere d'amore
ad essere
ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole
come tutti i sentimenti sdruccioli
sono naturalmente
ridicole).

 

Io ti racconto

Io ti racconto lo squallore
di una vita vissuta a ore,
di gente che non sa più far l'amore.

Ti dico la malinconia di vivere in periferia,
del tempo grigio che ci porta via.
Io ti racconto la mia vita
il mio passato il mio presente,
anche se a te, lo so, non importa niente.

Io ti racconto settimane,
fatte di angosce sovrumane,
vita e tormenti di persone strane.
E di domeniche feroci
passate ad ascoltar le voci,
di amici reclutati in pizzeria.

Io ti racconto tanta gente
che vive e non capisce niente
alla ricerca di un po' d'allegria.

Io ti racconto il carnevale,
la festa che finisce male,
le falsità di una città industriale.
Io ti racconto il sogno strano
di inseguire con la mano
un orizzonte sempre più lontano.
Io ti racconto la nevrosi
di vivere con gli occhi chiusi,
alla ricerca di una compagnia.

Ti dico la disperazione
di chi non trova l'occasione
per consumare un giorno da leone.
Di chi trascina la sua vita,
in una mediocrità infinita
con quattro soldi stretti tra le dita.

Io ti racconto la pazzia
che si compra in chiesa o in drogheria,
un po' di vino un po' di religione.

Ma tu che ascolti una canzone,
lo sai che cos'e' una prigione?
Lo sai a che cosa serve una stazione?
Lo sai che cosa è una guerra?
E quante ce ne sono in terra?
A cosa può servire una chitarra?

Lo sai che siamo tutti morti
e non ce ne siamo neanche accorti,
e continuiamo a dire e così sia.
Lo sai che siamo tutti morti
e non ce ne siamo neanche accorti,
e continuiamo a dire così sia.

 

Mai più noi due

Io non lo so se è meglio amarti invano o non amarti per niente
Io non lo so se non smetterai mai di mancarmi
Ma io non lo so e non lo voglio sapere
ma sono condannata a pensarti per sempre

Mai più noi due
Mai più le tue labbra sulle mie
Mai più la forte intimità
e la sensualità
Mai più

Oggi è un giorno qualunque, oggi si vive comunque e non so perchè
Il tempo impone distanze, il tempo è fatto di assenze e non c'è un perchè
Ma io non lo so e non lo voglio sapere
ma sono condannata a pensarti per sempre

Mai più noi due
Mai più le tue paure con le mie
Mai più la dolce ingenuità
e la complicità
Mai più

si, lo so, lo so, lo so, che si vede che ho pianto
ma, non si vede quanto
E per sempre, dopo un addio
ti rimane dentro un leggero brusio

Mai più noi due
Mai più le tue promesse con le mie
Mai più la forte intimità
e la sensualità
Mai più
Mai più noi due
Mai più le tue emozioni con le mie
Mai più la dolce ingeniutà
e la complicità
Mai più

Un tempo piccolo

Diventai grande in un tempo piccolo
mi buttai dal letto per sentirmi libero
vestendomi in fretta per non fare caso
a tutto quello che avrei lasciato
scesi per la strada e mi mischiai al traffico

rotolai in salita come fossi magico
toccando terra rimanendo in bilico
diventai un albero per oscillare
spostai lo sguardo per mirare altrove
cercando un modo per dimenticare

dipinsi l'anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all'ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo

ingannai il dolore con del vino rosso
buttando il cuore in qualunque posto
mi addormentai con un vecchio disco
tra pensieri che non riferisco
chiudendo i dubbi in un pasto misto

dipinsi l'anima
su tela anonima
e mescolai la vodka
con acqua tonica
poi pranzai tardi all'ora della cena
mi rivolsi al libro come a una persona
guardai le tele con aria ironica
e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo

e mi giocai i ricordi provando il rischio
poi di rinascere sotto le stelle
ma non scordai di certo un amore folle
in un tempo piccolo